La Storia Nannini

Nannini

Una storia lunga un secolo

 
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La storia della famiglia Nannini

Nel 2010 il marchio “Nannini” ha festeggiato il centenario; un lungo cammino contrassegnato da numerosissimi successi.

 
 
 
nonnoguidoNel 2010 il marchio Nannini ha festeggiato il primo centenario, un lungo cammino contrassegnato da numerosissimi successi legato a una dinastia versatile: nelle manifestazioni più importanti, i suoi esponenti sono stati sempre presenti e determinanti, apportando idee, dinamismo e novità. Non solo dolci, ma sport, palio, spettacolo. I Nannini sono così, pronti a stupire nei momenti favorevoli, a rilanciare in quelli difficili, costantemente in prima linea, senza paura. Fu Guido l’antesignano di questa storia. Già all’inizio secolo, dimostrò di possedere una visione della vita da uomo moderno, lungimirante e concreto. Aveva innata la vocazione commerciale e certo l’ambizione non gli mancava. Decise di mettersi in proprio nel 1902, a soli sedici anni. Con una cassettiera di legno ed una bicicletta cominciò a girare i mercati della zona, vendendo di tutto, lacci, bottoni, aghi, persino stracci, come usava allora. Non erano ancora i dolci pregiati che lo avrebbero reso famoso, ma articoli necessari e difficili da reperire, soprattutto in campagna, perciò ugualmente richiesti ed apprezzati. Decise di uscire dall’ambiente ristretto di paese ed emigrò a Carrara, dove iniziò a lavorare come cameriere. Non contento si spostò a Genova dove, a contatto con una realtà più grande e ricca di occasioni, acquisì nuove esperienze e completò la sua formazione nel settore commerciale. Giovanissimo fu già in grado di dirigere una pasticceria a Chiavari ed un importante locale a Milano. Tornò in Toscana con un bagaglio di conoscenze notevolissimo.
La sua tenacia gli consentì di ottenere, in brevissimo tempo, due importanti incarichi a Siena. Prima diresse la Pasticceria Mosca in via Trieste, poi il mitico Caffè Greco in via di Città, davanti alle Logge della Mercanzia o Casin de’ Nobili, punto di incontro di tutti i senesi. La sorte fu benevola con Guido perché incontrò alcuni brasiliani di passaggio che gli parlarono della lavorazione del caffè, un’arte assai poco conosciuta a quel tempo, ma assai diffusa nel loro Paese. Non si lasciò sfuggire l’occasione di essere fra i primi, nella zona, ad imparare tecniche e segreti di questa particolare attività che, con il tempo, gli sarebbe tornata molto utile. Ottenuta una patente per vendita di “privative” aprì a Siena, in un fondo di via Garibaldi, una rivendita di tabacchi. Era il 1909, aveva poco più di vent’anni. Con il suo proverbiale “fiuto” scoprì, poco dopo, che a Milano, in Via Parini, un tal Desiderio Pavoni conduceva una piccola officina dove produceva una macchina a vapore per caffè. Guido Nannini, intuito l’affare, comprò una di queste macchine per il suo locale, iniziando anche l’attività di bar. Fu il primo, in città, a sostituire la vecchia caffettiera con una macchina rivoluzionaria che produceva una bevanda talmente gradevole da conquistare, in breve tempo, una fitta schiera di estimatori. Iniziò la scalata verso il successo e la notorietà. Questo innovativo locale, che figura nella guida-almanacco senese “Il Mangia” del 1911, venne chiamato “Bar Ideale”. Nella sua mente il Bar Ideale era soltanto un punto di partenza verso obiettivi più ambiziosi. Nel 1919 aveva iniziato l’esercizio di bar e commestibili nel negozio “Gran Bar-La Conca d’Oro”, situato nella centralissima piazza Umberto I, oggi piazza Matteotti. Nel locale iniziò a occuparsi anche della torrefazione del caffè, memore dell’arte appresa quasi per caso da quei sudamericani di passaggio. Anche in questo caso fu un pioniere assoluto in città. Vi aggiunse, nel 1922, l’esercizio di fiaschetteria, dopo aver ceduto il “Bar Ideale”.
 
 
 
 
1930-1945
 

dal 1930 al 1945

Nel 1930 ottenne la licenza di “fabbrica di liquori e pasticceria” per un fondo di proprietà in via del Paradiso.

 
 
 
Da qui prese finalmente inizio quell’attività dolciaria che culminò, in seguito, nella produzione dei dolci tipici di Siena, che avrebbero reso il marchio Nannini famoso nel mondo. Con determinazione e senso pratico perseguì l’ultimo e più strategico obiettivo della sua impresa: conquistare il cuore pulsante della città, aprire una finestra sulla via Trieste, l’attuale “Banchi di Sopra”, il luogo di ritrovo per eccellenza. Senza questo sbocco ai negozi Nannini sarebbe mancata la consacrazione, quella di salotto buono della città. Ancora una volta Guido Nannini seppe cogliere al volo e strategicamente l’occasione giusta. Venne a sapere che su quell’importante arteria era in vendita un esercizio di commestibili, per sopravvenute difficoltà del proprietario. Con una transazione lampo Guido riuscì a rilevare licenza e locale, situato proprio nel punto più strategico di via Trieste, a due passi da piazza del Campo. Con altrettanta rapidità ottenne l’autorizzazione a dotarlo di una grande insegna luminosa e della reclame del Panettone Motta. Diverrà il bar “Conca d’Oro” per antonomasia. Non contento, l’inesauribile Guido acquistò un altro negozio di commestibili, vini e liquori in via dei Termini, completando la programmata “occupazione” del centro storico.
SienaPiccolo
Negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, Guido Nannini si limitò a riorganizzare e consolidare le sue molteplici attività, coinvolgendo anche il figlio Aldo, nato nel 1911 a Gaiole in Chianti dal matrimonio con la compaesana Gisella Chini, e già maturo per affiancare il genitore. Danilo, nato a Siena nel 1921 dal secondo matrimonio del padre con Cesira Bianchi, dopo la morte di Gisella nel 1913, fu ben presto inserito nell’ attività familiare. Nel 1944 l’azienda fu così divisa, formalmente, tra i due fratelli, occupandosi ciascuno di uno dei due bar. Danilo dette subito prova di grande dinamismo e abilità. Somigliava al padre per intuito e intraprendenza. Diverrà l’anima della Ditta Nannini, l’artefice principale della diffusione internazionale del marchio.
 
 
 
 
1948-1957
 

dal 1948 al 1957

Nel 1957 Danilo prese parte a Cannes al ricevimento ufficiale offerto dalla Unitalia film.

 
 
 
Quando nel 1948 ebbe inizio la produzione di panforti, ricciarelli e degli altri dolci tipici, nel laboratorio di via del Paradiso, sotto l’impulso di Danilo e nonostante lo scetticismo di Guido, il favore del pubblico fu immediato. Furono subito richiestissimi sul mercato. Non trovarono ostacoli da parte della concorrenza perché mantennero sempre intatta la caratteristica di manufatti artigianali, minuziosamente curati nei dettagli e fedeli alle antiche ricette. Questo è sempre stato il segreto dei Nannini: saper coniugare innovazione e tradizione, battendo gli altri sulla specializzazione e sull’ alta qualità dei prodotti.
Nel 1957 Danilo prese parte a Cannes al ricevimento ufficiale offerto dalla Unitalia film, l’Ente incaricato di far conoscere la produzione cinematografica italiana all’estero. L’occasione fu particolarmente importante perché, quell’anno, aveva trionfato il film italiano “Le notti di Cabiria”, di Federico Fellini. Un ricevimento sontuoso a cui parteciparono 1620 invitati di tutte le nazionalità. Furono offerti i migliori prodotti italiani, fra cui i dolci tradizionali senesi preparati appositamente per l’evento. Panforti e ricciarelli riscossero un successo straordinario.
 
 
 
 
1960-1976
 

dal 1960 al 1976

Il 19 gennaio del 1963 Guido Nannini moriva a Siena nella sua abitazione.

 
 
 
I Nannini non solo ottennero attestati di stima e simpatia, ma soprattutto una citazione sulla stampa internazionale che fece conoscere, per la prima volta, questo marchio in ogni parte del mondo. Guido volle stupire ancora, per l’ultima volta: introdusse per primo l’uso del forno elettrico per pasticceria e offrì al pubblico una principesca e riservata sala da thè. Il 19 gennaio del 1963 moriva a Siena nella sua abitazione. Alla morte del padre, Danilo Nannini, o semplicemente il “Dottore” come affettuosamente lo chiamavano, decise di dare una svolta all’attività dolciaria. Aveva intuito che solo potenziando e organizzando a livello industriale la produzione, il marchio avrebbe potuto competere con le altre aziende locali del settore che si stavano concentrando, assumendo dimensioni notevoli.

Il Palio di Siena

Ma Danilo riuscì a stupire anche in ambito contradaiolo. Per ben due volte fu Priore vittorioso nella sua contrada, la Civetta, negli anni 1960 e 1976, rimanendo per sempre fra gli eletti del popolo del Castellare.
Il suo mito è impreziosito anche da un’epica partecipazione alla Mille Miglia automobilistica di metà Novecento, preludio alle ben note gesta che il figlio Alessandro, tanti anni dopo, avrebbe compiuto nella Gran Turismo e in Formula Uno. Nel 1972 acquistò, distintamente da Aldo, la nota fabbrica di panforte “La Senese”. La figlia Gianna, allora appena quindicenne, prima di diventare la nota rockstar, fu chiamata dal padre a cimentarsi come lavorante all’interno della fabbrica, giusto il tempo di lasciare due falangi della mano in una impastatrice.

Squadra di calcio A.C. Siena e. il Dottore

In suo ricordo, la tribuna coperta dello Stadio Comunale è stata recentemente intitolata a questo straordinario personaggio, soprannominato il “Dottore”, che per diciotto anni è stato Presidente della squadra di calcio A.C. Siena.
 
 
 
 
2012-2015
 

dal 2012 al 2015

Dal primo marzo 2013, il Gruppo gestisce i bar “Conca d’Oro”, “Nannini Toselli” e “Nannini Massetana”.

 
 
 
Il “Dottore” ebbe un’altra geniale intuizione: trasferì negli ampi laboratori di viale Toselli anche la produzione di pasticceria fresca, lasciando ai Bar “Nannini” solo una ridottissima attività artigianale, limitata ai prodotti di più immediato consumo, che mantennero un altissimo livello qualitativo.

Dal primo marzo 2013, il Gruppo – attraverso Villa dell’Ombrellino che opera con successo da anni nel settore della ristorazione e del banqueting di prestigio – gestisce i seguenti bar Nannini: “Conca d’Oro”, “Nannini Toselli” e “Nannini Massetana”.

La partnership con il celebre marchio e le monumentali pasticcerie “Nannini” è improntata sulla torrefazione e sulla commercializzazione e la conservazione dei prodotti tipici senesi come Ricciarelli, Panforte, Panpepato, Cantucci, Cavallucci, ecc.