1930-1945
 

dal 1930 al 1945

Nel 1930 ottenne la licenza di “fabbrica di liquori e pasticceria” per un fondo di proprietà in via del Paradiso.

 
 
 
Da qui prese finalmente inizio quell’attività dolciaria che culminò, in seguito, nella produzione dei dolci tipici di Siena, che avrebbero reso il marchio Nannini famoso nel mondo. Con determinazione e senso pratico perseguì l’ultimo e più strategico obiettivo della sua impresa: conquistare il cuore pulsante della città, aprire una finestra sulla via Trieste, l’attuale “Banchi di Sopra”, il luogo di ritrovo per eccellenza. Senza questo sbocco ai negozi Nannini sarebbe mancata la consacrazione, quella di salotto buono della città. Ancora una volta Guido Nannini seppe cogliere al volo e strategicamente l’occasione giusta. Venne a sapere che su quell’importante arteria era in vendita un esercizio di commestibili, per sopravvenute difficoltà del proprietario. Con una transazione lampo Guido riuscì a rilevare licenza e locale, situato proprio nel punto più strategico di via Trieste, a due passi da piazza del Campo. Con altrettanta rapidità ottenne l’autorizzazione a dotarlo di una grande insegna luminosa e della reclame del Panettone Motta. Diverrà il bar “Conca d’Oro” per antonomasia. Non contento, l’inesauribile Guido acquistò un altro negozio di commestibili, vini e liquori in via dei Termini, completando la programmata “occupazione” del centro storico.
SienaPiccolo
Negli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, Guido Nannini si limitò a riorganizzare e consolidare le sue molteplici attività, coinvolgendo anche il figlio Aldo, nato nel 1911 a Gaiole in Chianti dal matrimonio con la compaesana Gisella Chini, e già maturo per affiancare il genitore. Danilo, nato a Siena nel 1921 dal secondo matrimonio del padre con Cesira Bianchi, dopo la morte di Gisella nel 1913, fu ben presto inserito nell’ attività familiare. Nel 1944 l’azienda fu così divisa, formalmente, tra i due fratelli, occupandosi ciascuno di uno dei due bar. Danilo dette subito prova di grande dinamismo e abilità. Somigliava al padre per intuito e intraprendenza. Diverrà l’anima della Ditta Nannini, l’artefice principale della diffusione internazionale del marchio.